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Questo vitigno è prevalentemente diffuso in
Francia (zone della Borgogna, e della Champagne) e in tutt'Italia.
Per le sue caratteristiche, è considerato vitigno
internazionale.
Presenta grappoli piccoli e compatti di forma cilindrico-conica.
Gli acini sono piccoli, sferoidi con buccia sottile e ricca di
pruina, il colore è verde-giallo.
E' un vitigno mediamente vigoroso, dalla buona produttività che,
solitamente, porta le sue uve a piena maturazione già dalla metà
di agosto.
Lo Chardonnay, varietà di uva a frutto bianco molto pregiata, è
coltivato ormai da alcuni decenni in Franciacorta. E’ difficile
stabilire con precisione assoluta la data della sua
introduzione. E’ probabile però che alcuni produttori agli inizi
degli anni ‘50, abbiano apprezzato sia le caratteristiche
specifiche di vinificazione che di qualità di quest’uva e
l’abbiano introdotta fin d’allora.
Di certo si sa che verso il 1950 si incominciò a diffondere
questa varietà in Franciacorta mescolata assieme al Pinot
bianco.
Questo fatto contribuì a confondere le due cultivars, dato che
nessuno si era preoccupato di distinguerle in modo chiaro e
preciso dal punto di vista varietale.
Ciò non toglie, tuttavia, che fin dagli inizi i vivaisti, quando
si procuravano il materiale per preparare le nuove piantine di
vite, dessero la preferenza a quei ceppi che presentavano
caratteristiche migliori. E quelle viti che si distinguevano per
la loro regolarità produttiva, per una migliore conformazione
del grappolo, per un più elevato grado zuccherino e per il
colore dorato degli acini, altro non erano che Chardonnay. Solo
nel 1963 si giunse ad un chiarimento e ad una differenziazione
delle due varietà, quando venne piantato presso l’Istituto
Agrario di San Michele all’Adige un vigneto in “purezza” di
Chardonnay, con viti importate direttamente dalla Francia.
A quel punto le differenze fra le due varietà vennero
definitivamente chiarite, evidenziando le qualità superiori che
effettivamente lo Chardonnay possedeva.
Qualità che derivano soprattutto dal favorevole adattamento di
questa varietà in Franciacorta, terra nella quale ha trovato un
habitat molto simile alla patria d’origine. Il fatto che da
parte degli agricoltori si sia verificata una vera e propria
corsa all’impianto di questo vitigno non deve meravigliare.
Una volta conosciute le differenti caratteristiche esistenti fra
Pinot bianco e Chardonnay, i viticoltori naturalmente si sono
orientati verso quest’ultima varietà, perché più adatta alla
spumantizzazione. Nel 1978, lo Chardonnay viene iscritto nel
catalogo nazionale delle varietà e nel 1980 è diventato un
vitigno autorizzato e raccomandato per la provincia di Brescia.
Attualmente in Franciacorta lo Chardonnay rappresenta oltre 1200
ettari iscritti all’Albo a D.O. Franciacorta ed è utilizzato per
il Franciacorta DOCG e per il Terre di Franciacorta DOC bianco.
La vite è caratterizzata da medio vigore, ha foglie verde
chiaro, grappolo caratteristico di colore verdastro tendente al
giallo, molto compatto e con acini dalla buccia robusta e
spessa.
La pianta è molto sensibile alla flavescenza dorata che negli
ultimi anni ha falcidiato parecchi vigneti. Il grappolo compatto
può essere in annate con autunno umido, attaccato dalla Botrytis
cinerea. L’utilizzo principale è quale base del Franciacorta
DOCG o in minor misura come vino.
Il vino è caratterizzato da un aroma intenso, fresco, complesso
di frutta e floreale. La consistenza di questo vino è sempre
elevata, conservando sempre comunque una positiva sensazione di
freschezza e di aromi tipicamente varietali. |