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Vino dalla tipicità
ineguagliabile, con profumi che ricordano la pesca e la mandorla
amara, affermato in tutto il mondo.
E' prodotto in un'area molto limitata, estremamente vocata alla
coltivazione della vite, che comprende otto comuni, tutti in
provincia di Avellino. Si ottiene dalla uve del vitigno Greco, l'Aminea
Gemina di cui parlano i Georgici Latini, importata dalla Tessaglia
dall'antico popolo dei Pelasgi, prima dell'era cristiana. Catone,
Varrone, Virgilio e Columella hanno scritto di questo vitigno e del
suo prestigioso vino, che rappresenta una delle massime espressioni
della tradizione vitivinicola italiana.
L'intima conoscenza da parte dei viticoltori delle esigenze del
vitigno consente di raccogliere, rigorosamente in cassette, uve
sane, perfettamente mature, che si esprimono, poi, sapientemente
vinificata, in vini eleganti e ricchi di aromi.
Per questo prodotto, che ha ottenuto i maggiori riconoscimenti
internazionali, è prossimo il conferimento della Denominazione di
Origine Controllata e Garantita. |
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L'aglianico è un
vitigno antichissimo, probabilmente originario della
Grecia
e introdotto in Italia intorno al VII-VI secolo a.C.. Non ci sono
certezze sulle origini del nome, che potrebbero risalire all'antica
città di
Elea (Eleanico), sulla costa tirrenica della Lucania, o
essere più semplicemente una storpiatura della parola Ellenico.
Testimonianze storico-letterarie sulla presenza di questo vitigno si
trovano in
Orazio,
che cantò le qualità della sua terra (era nativo di
Venosa)
e del suo ottimo vino. Il nome originario (Elleanico o
Ellenico) divenne Aglianico durante la dominazione aragonese nel
corso del XV secolo, a causa della doppia l pronunciata
gli nell'uso fonetico spagnolo. |